CARLO NICITA_flute, alto flute, albisiphon bass flute
TITO MANGIALAJO RANTZER_double bass
RODOLFO CERVETTO_drums
Un viaggio nel cuore del genio di Sonny Rollins.
Il trio Sonnymoon for Three nasce dalla volontà di tre protagonisti della scena jazzistica contemporanea di confrontarsi con l'eredità monumentale di Sonny Rollins, il "Colosso del Sax". Attraverso una formazione "pianoless", il gruppo esplora la libertà espressiva e il senso del ritmo che hanno reso Rollins un'icona insuperata. Sostituire il timbro possente del sax di Rollins con la voce aerea e ancestrale del flauto di Carlo Nicita è una sfida coraggiosa che scardina i cliché. Il trio rilegge il repertorio rollinsiano spogliandolo degli schemi tradizionali per ritrovarne l'essenza: l'ironia, l'impegno civile e la danza e la profondità.
In scaletta troviamo i pilastri della discografia di "Newk" come la celebre Freedom Suite, manifesto politico e musicale di rara potenza strutturale. I brani Way Out West e la divertente I'm an Old Cowhand, dove il jazz incontra l’immaginario dei cowboy. L’immancabile Sonnymoon for Two (che dà il nome al trio), la geometrica Blue Seven e l’energia di Decision. Dallo swing travolgente di Alfie's Theme al celebre tempo ternario di Valse Hot, fino alla riflessione introspettiva di Reflections, inserendo anche brani originali dedicati al sassofonista.
Non è un semplice tributo, ma una conversazione a tre voci. Sonnymoon for Three trasforma la musica di Rollins in un territorio aperto, dove l'assenza del pianoforte permette alla melodia di fluttuare libera sopra un dialogo serrato tra contrabbasso e batteria. È un jazz che guarda al passato con profondo rispetto, ma con i piedi ben piantati nell'improvvisazione del presente.
A journey into the heart of Sonny Rollins' genius.
The Sonnymoon for Three trio was born from the desire of three leading figures on the contemporary jazz scene to engage with the monumental legacy of Sonny Rollins, the "Saxophone Colossus." Through a pianoless line-up, the group explores the expressive freedom and rhythmic sense that made Rollins an unmatched icon. Replacing the powerful timbre of Rollins' saxophone with the airy, ancestral voice of Carlo Nicita's flute is a bold challenge that shatters clichés. The trio reinterprets the Rollins repertoire by stripping away traditional formulas to rediscover its core essence: irony, social engagement, dance, and depth.
The setlist features pillars of "Newk's" discography, such as the famous Freedom Suite—a political and musical manifesto of rare structural power. Tracks like Way Out West and the playful I'm an Old Cowhand show jazz meeting Western imagery, alongside the essential Sonnymoon for Two (which gives the trio its name), the geometric Blue Seven, and the driving energy of Decision. From the overwhelming swing of Alfie's Theme to the iconic triple meter of Valse Hot, and into the introspective meditation of Reflections, the program also incorporates original compositions dedicated to the saxophonist.
This is no simple tribute, but a conversation in three voices. Sonnymoon for Three transforms Rollins' music into an open territory where the absence of a piano allows the melody to float freely over a tight dialogue between double bass and drums. It is jazz that looks to the past with deep respect while remaining firmly rooted in the improvisation of the present.
CARLO NICITA
Carlo Nicita è un flautista, improvvisatore, compositore e docente di Flauto Jazz presso il Conservatorio Verdi di Milano. La sua costante ricerca lo porta a muoversi fra jazz, classica, musica popolare, con un attento sguardo verso la sperimentazione. Ha registrato più di 40 cd come leader, co-leader e sideman e ha suonato in italia e all'estero in festival, teatri e jazz club tra cui North Sea Jazz Festival, Umbria Jazz Festival 2021; Marsiglia Jazz Festival, XI Biennial of Young Artists Europe and the Mediterranean, Athens 2003 ; XI Lithuania Klaipeda Jazz Festival in 2004, Torino Jazz Festival, Trieste Jazz Festival, Clusone Jazz, Ah-um Milano Jazz Festival, Blue Note Milano, Casa del Jazz Roma, Jamboree Barcellona, Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, Bowery Poetry Club, Abc No-Rio, Louis 649, Sidewalk Cafe di New York e molti altri ancora. Ha collaborato con artisti di fama nazionale e internazionale tra cui Maria Pia De Vito, Huw Warren, Trilok Gurtu, Enrico Rava, Giovanni Falzone, Yuri Goloubev, Salvatore Bonafede, Keith Tippett, Karl Berger, Ingrid Sertso, Adam Rudolph, Mike e Kate Westbrook, Ciro Battista, Ector Costita Bisignani, Moacir Luz, Yelena Eckemoff, Michael Leonhart, Rosario Di Rosa, Tito Mangialajo Rantzer, Eloisa Manera, Tino Tracanna, Mauro Negri, Ferdinando Faraò, Roberto Cecchetto, Roberto Ottaviano e tanti altri. Ha vinto i premi Top Jazz di Musica Jazz nel 2012, 2017, 2022 e 2025 come “Migliore Formazione dell’ Anno” (secondo posto nel 2014) con con Artchipel Orchestra diretta da Ferdinando Faraò. Nel referendum di Musica Jazz è stato anche più volte votato da illustri giornalisti, storici e musicologi, fra cui Claudio Sessa, nelle categorie “Disco dell’anno”, “Miglior nuovo talento italiano” e “Musicista dell'anno”.
TITO MANGIALAJO RANTZER
Tito Mangialajo Rantzer. Nato a Milano nel 1965, è un eclettico contrabbassista e bassista elettrico con oltre trent'anni di carriera alle spalle, formatosi sotto la guida di maestri come Franco Feruglio, Giorgio Azzolini e Furio Di Castri. Votato nel 2000 tra i dieci migliori nuovi talenti italiani su Musica Jazz, ha partecipato a più di 120 incisioni discografiche collaborando con importanti nomi del jazz nostrano (tra cui Antonio Zambrini, Giovanni Falzone e Claudio Fasoli, con cui nel 2021 ha vinto il premio per il miglior disco dell'anno con l'album Next) e star internazionali del calibro di Lester Bowie, Roswell Rudd e George Garzone. Oltre a un'intensa attività live che lo ha portato nei più prestigiosi festival di tutto il mondo, ha inciso le colonne sonore di Giovanni Venosta per acclamati film di Silvio Soldini (tra cui Pane e Tulipani), ha eseguito la prima assoluta del Concerto per violoncello, basso elettrico e orchestra d’archi di Nicola Campogrande insieme a Mario Brunello ed è attivo come leader con i suoi progetti Dal basso in alto (2014) e Dedications (2016); attualmente affianca alla scena musicale l'insegnamento come docente di Basso Elettrico Jazz presso il Conservatorio "G. Verdi" di Milano.Tito Mangialajo Rantzer, contrabbassista e bassista elettrico, ha studiato con Franco Feruglio, Giorgio Azzolini, Furio Di Castri, Walter Booker, Barre Phillips, Joëlle Léandre.
RODOLFO CERVETTO. Nato a Genova nel 1971, Rodolfo Cervetto è uno dei batteristi jazz italiani più apprezzati, noto per la sua capacità di coniugare una grande propulsione ritmica a spiccate doti di sensibilità e dinamica. Con una carriera pluridecennale e decine di incisioni all'attivo tra jazz e colonne sonore, ha collaborato con grandi nomi della scena nazionale e internazionale quali Benny Golson, Buster Williams, Enrico Rava, Dado Moroni e Fabrizio Bosso, raggiungendo con quest'ultimo le classifiche americane e un importante riconoscimento su DownBeat grazie a un album tributo a Michel Petrucciani. Oltre all'attività concertistica in festival e club di tutta Europa, è attivamente impegnato nella promozione culturale e nella didattica: ricopre la carica di Presidente dello storico Louisiana Jazz Club di Genova, è ideatore e direttore artistico della rassegna Jazz and Breakfast presso il Teatro Nazionale di Genova e affianca all'insegnamento la pubblicazione di libri didattici e di narrativa.
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